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Giornata Mondiale del Parkinson: così la Rete combatte la malattia

Bologna, 9 aprile 2021 – «Condividere competenze, ottimizzare risorse, studiare caratteristiche cliniche della malattia in coorti numerose. Il tutto insieme ai pazienti, in una grande rete, per valorizzare i talenti di tutti gli istituti coinvolti»: secondo Pietro Cortelli, coordinatore dell’Istituto Virtuale Nazionale Parkinson della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione – il più grande network di ricerca italiano d’ambito fondato nel 2017 dal Ministero della Salute cui sono attualmente associati 30 Istituti – che interviene in occasione del World Parkinson’s Day del prossimo 11 aprile, in Italia, la malattia, si combatte anche così.
 
Nato un anno fa, l’IVN (che riunisce 16 dei 30 Istituti della Rete, oltre 330 professionisti e circa 10 mila pazienti), ha dato il via a una nuova era della ricerca di cui già si vedono i risultati. «Abbiamo riunito i migliori esperti nazionali sul Parkinson – dice Cortelli, che è anche Direttore Operativo dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna – e condiviso i dati di un’ampia casistica di pazienti. Sono iniziati progetti di ricerca che puntano a individuare le mutazioni genetiche alla base della malattia, soprattutto nei pazienti giovani; conoscerle, capire i meccanismi che originano la malattia – aggiunge Cortelli – è infatti il primo passo per trovare la cura. C’è ancora tanto da fare ma siamo sulla strada giusta. La creazione di queste reti è il futuro della Ricerca». 
 
«L’Istituto Virtuale Nazionale del Parkinson è uno dei tre IVN nati all’interno della Rete delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, insieme a quelli Demenze e Sclerosi Multipla – dice Raffaele Lodi, Presidente della Rete – Siamo particolarmente soddisfatti del lavoro di squadra fatto ad oggi dagli IRCCS che contribuiscono alle attività degli Istituti virtuali ed è per questo che la Rete delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione continuerà a lavorare per la progressiva attivazione di nuovi IVN, per il potenziamento delle piattaforme tecnologiche e per l’irrobustimento dei rapporti con altri network al fine di promuovere sempre più le collaborazioni scientifiche indispensabili per accelerare i progressi  della Ricerca sanitaria italiana».