Dalla diagnosi precoce alla precision health: Lodi porta le neuroscienze nel dibattito nazionale sul futuro della sanità

La Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione tra i protagonisti della terza edizione della Cernobbio School, l’appuntamento nazionale sul mondo della salute, promosso da Motore Sanità, che quest’anno ha visto come tema “Governare il futuro del Servizio sanitario nazionale”. All’appuntamento, che si è tenuto dal 18 al 20 febbraio 2026 presso Villa Erba, erano presenti numerose figure istituzionali di livello nazionale e regionale, tra cui il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica Alessio Butti, il Sottosegretario al Ministero della Salute Marcello Gemmato e l’onorevole Annarita Patriarca, presidente dell’Intergruppo Parlamentare Alzheimer e Neuroscienze, insieme a rappresentanti delle Regioni e delle principali istituzioni sanitarie del Paese. Per la Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, presente il presidente Raffaele Lodi, che ha partecipato alla sessione plenaria dedicata al tema “Invecchiamento e malattie neurodegenerative”, portando il contributo della ricerca neuroscientifica nel dibattito sulle trasformazioni demografiche e sulle nuove esigenze del sistema sanitario.
Nel suo intervento il professor Lodi ha presentato lo scenario epidemiologico e scientifico delle patologie neurodegenerative, evidenziando l’aumento atteso della prevalenza di demenza e malattia di Parkinson nei prossimi decenni e la crescente importanza della diagnosi precoce nelle fasi pre-sintomatiche e paucisintomatiche.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dei biomarcatori, delle tecniche di imaging e delle nuove terapie disease-modifying, nonché alle strategie di prevenzione basate sulla riduzione dei fattori di rischio modificabili, che possono incidere fino al 45% sul rischio di demenza.
Un ulteriore focus ha riguardato l’evoluzione dei modelli di cura, con il passaggio dalla precision medicine alla precision health, orientata non solo al trattamento ma anche alla previsione del rischio e alla prevenzione della malattia attraverso l’integrazione di profili genetici, fattori ambientali e stili di vita.
Nel quadro delle politiche della ricerca sanitaria, Lodi ha inoltre richiamato il ruolo strategico del sistema degli IRCCS e delle reti tematiche del Ministero della Salute, evidenziando l’importanza del coordinamento nazionale per sostenere ricerca traslazionale, innovazione clinica e sviluppo di modelli di assistenza avanzati nelle neuroscienze e nella neuroriabilitazione.
“Le malattie neurodegenerative rappresentano una delle principali sfide sanitarie dei prossimi decenni. Investire nella diagnosi precoce, nella prevenzione e in modelli di medicina sempre più personalizzati significa non solo migliorare la qualità di vita dei pazienti, ma anche rendere più sostenibile il sistema sanitario. In questo scenario, la collaborazione tra ricerca, clinica e istituzioni, anche attraverso le reti degli IRCCS, è un elemento decisivo per trasformare l’innovazione scientifica in benefici concreti per i cittadini”, ha dichiarato il professor Lodi.