Alzheimer e terapie innovative: la Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione protagonista nella costruzione di un nuovo modello di cura
Un futuro più equo e tempestivo per la diagnosi e il trattamento della malattia di Alzheimer è stato al centro dell’evento “VALUE4CARE: Linee di indirizzo per la valorizzazione delle terapie innovative nella malattia di Alzheimer”, svoltosi presso il Ministero della Salute. Un confronto di alto profilo che ha coinvolto clinici, rappresentanti delle istituzioni, associazioni di pazienti ed esperti del settore sanitario, e che ha visto tra i protagonisti anche la Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione (RIN).
Nel corso dell’incontro sono state presentate le proposte operative per accompagnare l’introduzione delle nuove terapie “disease modifying”, che promettono di cambiare la storia clinica dell’Alzheimer nelle sue fasi iniziali. Un’occasione che il sistema sanitario non può mancare: in Italia, infatti, solo una minoranza di pazienti riceve una diagnosi biologica tempestiva, mentre i tempi di attesa superano in media i due anni. Ritardi che rischiano di precludere l’accesso alle nuove opzioni terapeutiche, efficaci solo nelle prime fasi della malattia.
In questo scenario, la Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione conferma il proprio impegno nella promozione di standard diagnostici omogenei, nell’adozione di tecnologie avanzate e nell’integrazione dei percorsi di cura.
“La Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione ha dedicato una parte rilevante delle proprie attività all’armonizzazione degli esami di Risonanza Magnetica e di Medicina Nucleare, con l’obiettivo di garantire un accesso omogeneo a standard diagnostici di alta qualità su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato il Presidente della RIN, prof. Raffaele Lodi. “Forte di questa esperienza, la Rete – che riunisce 29 IRCCS – si propone oggi come motore per l’estensione di questi protocolli armonizzati anche alle Aziende Sanitarie locali, promuovendo modelli organizzativi in ottica hub and spoke, tanto per la fase diagnostica quanto per il follow-up dei pazienti”.
Il documento VALUE4CARE definisce una roadmap concreta per riorganizzare il sistema, ponendo particolare attenzione al potenziamento dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), all’utilizzo dei biomarcatori per diagnosi precoce, alla standardizzazione dei percorsi e all’adozione di strumenti digitali, come intelligenza artificiale e telemedicina. Tra le proposte anche la definizione di criteri nazionali per l’individuazione dei centri prescrittori e l’adozione di un registro nazionale per monitorare il fabbisogno reale di servizi.
“In linea con le raccomandazioni del documento VALUE4CARE – ha aggiunto il prof. Lodi – la Rete è inoltre impegnata nella valorizzazione delle infrastrutture diagnostiche avanzate, come PET e RMN, e nell’integrazione di strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo è costruire, insieme alle istituzioni e agli altri attori del sistema sanitario, un modello condiviso e sostenibile per la diagnosi precoce dell’Alzheimer, basato su criteri di qualità, equità e innovazione”.
Il progetto proseguirà ora con una fase di ascolto e validazione delle proposte da parte delle istituzioni e delle società scientifiche, con l’obiettivo di trasformare il documento in azioni concrete per il Sistema Sanitario Nazionale.
Con il proprio contributo scientifico e organizzativo, la Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione conferma il proprio ruolo di riferimento nella costruzione di una sanità innovativa, capace di rispondere con efficacia alle nuove sfide poste dalle malattie neurodegenerative.