Nasce l’Alleanza Italiana per la Salute del Cervello: nuovi passi per la prevenzione e la ricerca, e la RIN è in prima linea
A un anno dal lancio del manifesto “One Brain One Health” si è tracciato un primo bilancio del progetto e implementato i prossimi passi da seguire. L’iniziativa, promossa dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) e alla quale ha aderito fin dal principio anche la Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione (RIN), ha posto le basi per un approccio integrato e multidisciplinare nella prevenzione e gestione delle patologie neurologiche e neuropsichiatriche.
Nel corso dell’evento “One Brain One Health: un primo bilancio della Strategia Italiana per la Salute del Cervello 2024-2031”, che si è svolto a Roma presso il Ministero della Salute, sono stati presentati i risultati ottenuti nel primo anno e le prospettive future per migliorare la prevenzione e l’assistenza ai pazienti. Durante l’evento è stata annunciata la creazione dell’Alleanza Italiana per la Salute del Cervello, che rappresenta un ulteriore passo avanti per rafforzare la cooperazione tra istituzioni, comunità scientifica e società civile. La nuova piattaforma riunisce esponenti di società scientifiche, istituzioni sanitarie e università, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sulle patologie neurologiche e sviluppare strategie innovative per la loro prevenzione e trattamento. Tra i relatori anche il Prof. Raffaele Lodi, Presidente della RIN, che ha sottolineato come la prevenzione giochi un ruolo chiave nel contrasto alle malattie neurodegenerative.
Le malattie del cervello hanno un peso crescente su scala globale. Un recente studio pubblicato su The Lancet Neurology ha stimato che circa 3,4 miliardi di persone in tutto il mondo, pari al 43% della popolazione mondiale, convivono con una condizione neurologica: emicrania, demenza, epilessia, ictus, disturbo dello spettro autistico, neuropatie, tumori del sistema nervoso centrale, solo per citarne alcune. In Italia, in oltre il 10% delle famiglie è presente almeno una persona che soffre di malattie neuro-psichiatriche, con un costo totale stimato di circa 87 miliardi di euro all’anno.
“Il 50% delle demenze si può prevenire o rallentare in maniera significativa. Sappiamo ormai da numerosi studi internazionali che esistono 14 fattori di rischio ben codificati. Alcuni sono di natura clinica, come ipertensione, obesità e diabete, patologie che possono essere diagnosticate e trattate precocemente per evitare effetti cognitivi e l’evoluzione verso la demenza. Altri, invece, dipendono direttamente dai nostri comportamenti quotidiani, come l’adozione di corretti stili di vita, un’alimentazione sana e una costante attività fisica. Fondamentali sono anche la socialità e l’educazione, che giocano un ruolo protettivo per il nostro cervello”, ha dichiarato il Prof. Lodi.
“È stato dimostrato che il processo neurodegenerativo può avanzare anche in assenza di terapie in grado di modificarne l’andamento – ha spiegato Lodi – tuttavia, contrastare questi fattori di rischio, sia clinici che legati agli stili di vita, permette un rallentamento significativo del decadimento cognitivo“.
L’attenzione ai corretti stili di vita e alla prevenzione emerge anche dal decalogo per la salute del cervello, presentato dalla SIN in occasione della Settimana Mondiale del Cervello 2025. Dieci semplici regole che spaziano dall’attività fisica regolare a un’alimentazione equilibrata, dal sonno di qualità alla riduzione dello stress, passando per l’importanza della socialità e dell’allenamento mentale. Un approccio che conferma il principio alla base della strategia “One Brain One Health”: la salute del cervello è strettamente connessa alla salute dell’intero organismo e all’ambiente in cui viviamo.
La Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione continuerà a svolgere un ruolo centrale in questa visione integrata, supportando la ricerca e l’innovazione per migliorare la qualità della vita delle persone affette da patologie neurologiche e neuropsichiatriche.